Il profumo di bergamotto in un tè nero inglese, una fetta di limone in una tazza preparata in casa, una buccia di mandarino essiccata che avvolge un tè cinese: il rapporto tra agrumi e tè attraversa culture e tradizioni diverse. Bergamotto, limone, arancia e altre varietà agrumate modificano struttura, profilo aromatico e percezione del sorso, dando vita a ricette che hanno segnato la storia del tè.
Il bergamotto e l’Earl Grey
L’Earl Grey prende il nome da Charles Grey, secondo conte Grey e Primo Ministro britannico negli anni Trenta dell’Ottocento. La leggenda racconta di una miscela ricevuta in dono dalla Cina; più probabilmente si tratta di una creazione inglese nata per valorizzare tè neri importati, arricchiti con l’olio essenziale di bergamotto.
Il bergamotto (Citrus bergamia), coltivato soprattutto in Calabria, possiede un profilo aromatico complesso: note agrumate luminose intrecciate a sfumature floreali e leggermente amaricanti. Nell’Earl Grey diventa una firma olfattiva riconoscibile, capace di definire un’intera categoria di tè.
Il bergamotto (Citrus bergamia), coltivato soprattutto in Calabria, possiede un profilo aromatico complesso: note agrumate luminose intrecciate a sfumature floreali e leggermente amaricanti. Nell’Earl Grey diventa una firma olfattiva riconoscibile, capace di definire un’intera categoria di tè.
Il limone e la tradizione domestica italiana
In Italia il rapporto tra tè e limone nasce in ambito domestico. Il tè nero con una fetta di limone è un gesto quotidiano, semplice, legato alla consuetudine più che a una ricetta codificata.
Il limone porta una freschezza immediata e una tonicità evidente. La sua presenza modifica la percezione del tè, rendendo il gusto più diretto e pungente. Quando la base è adeguata e l’equilibrio calibrato con attenzione, il risultato mantiene struttura e definizione, con un carattere agrumato nitido e riconoscibile.
La nostra interpretazione in Limonero è la dimostrazione di come anche un abbinamento familiare possa diventare una ricetta di alta qualità.
Il limone porta una freschezza immediata e una tonicità evidente. La sua presenza modifica la percezione del tè, rendendo il gusto più diretto e pungente. Quando la base è adeguata e l’equilibrio calibrato con attenzione, il risultato mantiene struttura e definizione, con un carattere agrumato nitido e riconoscibile.
La nostra interpretazione in Limonero è la dimostrazione di come anche un abbinamento familiare possa diventare una ricetta di alta qualità.
Il mandarino e la tecnica cinese
In Cina l’uso degli agrumi nel tè assume una forma diversa. Una pratica storica è l’impiego della scorza essiccata di mandarino, conosciuta come Chenpi, ottenuta da varietà di Citrus reticulata. Le scorze vengono essiccate e lasciate maturare, sviluppando nel tempo un profilo caldo, profondo e persistente.
Alcuni tè, in particolare Pu’er, vengono conservati o compressi all’interno della buccia essiccata del mandarino. In questo caso l’agrume diventa parte integrante della struttura aromatica del tè, contribuendo alla sua evoluzione.
Alcuni tè, in particolare Pu’er, vengono conservati o compressi all’interno della buccia essiccata del mandarino. In questo caso l’agrume diventa parte integrante della struttura aromatica del tè, contribuendo alla sua evoluzione.
Agrumi contemporanei e contaminazione gastronomica
Oggi l’impiego degli agrumi nel tè si muove spesso in una direzione più gastronomica. Agrumi come lo yuzu, il pompelmo o varietà meno comuni vengono scelti per costruire ricette originali pensate in dialogo con le tendenze della cucina.
È una fase contemporanea in cui il tè si apre alla sperimentazione, mantenendo però centrale il tema dell’equilibrio, come nel caso dei nostri Yuzu Genmaicha e Sunny.
È una fase contemporanea in cui il tè si apre alla sperimentazione, mantenendo però centrale il tema dell’equilibrio, come nel caso dei nostri Yuzu Genmaicha e Sunny.









