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Cosa si intende per tè rosso?

    Tè rosso” è una di quelle espressioni che si usano spesso, con naturalezza, ma che possono creare più di un equivoco. Capita di sentirla al banco di una bottega, su un menu o in una conversazione informale, e di dare per scontato che tutti stiano parlando della stessa cosa. In realtà non è così.

    Con tè rosso si possono indicare infatti due bevande molto diverse, appartenenti a mondi distinti. Tutto dipende dal contesto culturale in cui viene usata questa definizione.

    Il tè rosso secondo la tradizione cinese

    In Cina, il tè viene classificato storicamente in base al colore dell’infusione, non a quello delle foglie secche. Il tè che in Occidente chiamiamo “nero” produce in tazza un liquido dalle tonalità rosso-ambrate: da qui il nome hong cha, ovvero “tè rosso”.

    Quando si parla di tè rosso in questo contesto, ci si riferisce quindi a quelli che noi occidentali chiamiamo tè neri, ottenuti dalla pianta del tè (Camellia sinensis) e caratterizzati da una completa ossidazione. Il loro profilo può essere più o meno intenso, con note calde e avvolgenti che variano molto in base all’origine e alla lavorazione.

    Il tè rosso in Europa

    Nel linguaggio comune europeo l’espressione “tè rosso” viene spesso usata per indicare il rooibos.
    In questo caso non si tratta effettivamente di tè, ma di una bevanda ottenuta da una pianta originaria del Sudafrica, diversa dalla Camellia sinensis. Il suo colore rosso intenso in infusione ha probabilmente contribuito a questa denominazione, che nel tempo si è consolidata nell’uso quotidiano. Il rooibos è naturalmente privo di teina e ha un gusto morbido e rotondo, caratteristiche che lo rendono molto apprezzato.

    Anche il nome rooibos contiene un riferimento al colore: deriva infatti dall’afrikaans e significa letteralmente “cespuglio rosso” (rooi = rosso, bos = cespuglio).

    Per chi vuole approfondire meglio origine, lavorazione e peculiarità del rooibos, ne abbiamo parlato qui.

    Una parola, significati diversi

    Parlare di tè rosso significa quindi muoversi tra abitudini linguistiche e tradizioni diverse. Da una parte una classificazione antica, legata alla cultura del tè cinese. Dall’altra un’espressione entrata nell’uso comune europeo per indicare una bevanda che tè non è.

    Conoscere questa distinzione aiuta a orientarsi meglio e a scegliere con maggiore consapevolezza. Perché, quando si parla di tè e infusioni, le parole non sono mai neutre: raccontano storie, origini e modi diversi di guardare alla stessa tazza.
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